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da wikipedia:

In un serbatoio non più utilizzato dell'acquedotto di Reviano, sulle Colline della Vallagarina famose per il vino Marzemino, ha preso il via il Progetto Idrogeno fortemente voluto dall'amministrazione comunale, appoggiato dal Dipartimento di Fisica dell'Università di Trento (Laboratorio Id.E.A., Idrogeno Energia ed Ambiente) e finanziato con quasi 700 000 euro dalla Provincia autonoma di Trento, Assessorato all'Energia. L'obiettivo era quello di realizzare una struttura dimostrativa sperimentale attorno alla quale poter organizzare dei momenti formativi a vari livelli, ma anche attività sperimentali in collaborazione con l'Università ma anche di enti/aziende esterne, un sito in divenire dove poter sperimentare nuove tecnologie connesse all'impiego dell'idrogeno.

Attualmente l'impianto è sperimentale e dimostrativo, non essendo collegato ad utenze abitative, pensato per fare dei test su prototipi industriali (attualmente monta due diversi tipi di celle a combustibile), per "dimostrare" che la tecnologia "funziona". Le celle a combustibile collegate producono corrente che alimenta dei carichi, ossia delle lampade alogene.

Le idee che si perseguono sono:

  • dimostrare come si può impiegare questo tipo di tecnologia,
  • fare attività sperimentali registrando i parametri di funzionamento dei vari dispositivi connessi.

L'impianto permette di produrre corrente elettrica utilizzando celle a combustibile, PEMFC e AFC. Per poter raggiungere questo obiettivo è necessario produrre idrogeno gassoso ad alta purezza. L'idrogeno necessario per alimentare le celle a combustibile può essere prodotto da due diversi "generatori": uno che sfrutta la reazione di elettrolisi dell’acqua, elettrolizzatore, e uno che sfrutta la reazione d'idrolisi di un idruro complesso irreversibile, generatore di idrogeno da boroidruro di sodio.

Quando l'idrogeno viene prodotto tramite l'elettrolizzatore viene inviato al compressore per essere immagazzinato nei due serbatoi da 30 bar ciascuno (l'ossigeno viene rilasciato in atmosfera); quando viene prodotto dal generatore a boroidruro di sodio viene inviato direttamente alle celle a combustibile. Quando l'elettrolizzatore è in funzione, il compressore invia l'idrogeno ai due serbatoi di immagazzinamento fino al raggiungimento della pressione massima di 30 bar.

Le celle a combustibile, quando vengono messe in funzione, vengono alimentate dall'idrogeno immagazzinato nei serbatoi, mentre l'ossigeno viene prelevato dall'aria: un impianto di distribuzione provvede a portarlo alle condizioni di utilizzo richieste in termini di grado di filtrazione e pressione. Ad esaurimento dell'idrogeno nei serbatoi, la fornitura alle celle è garantita dal generatore a sodio boroidruro. Le celle a combustibile sono in grado di generare corrente se viene inviato loro idrogeno ad una pressione di almeno 4 bar. Quando l'impianto è spento i pannelli fotovoltaici riversano la corrente prodotta in rete.

L'impianto è dunque composto dai seguenti elementi:

  • disocciatore elettrolitico,
  • compressore,
  • serbatoi di immagazzinamento con pannello filtri,
  • generatore di idrogeno da boroidruro di sodio,
  • cella a combustibile AFC,
  • cella a combustibile PEMFC
  • carichi dimostrativi,
  • pannelli di distribuzione del gas,
  • quadri elettrici,
  • zona di controllo/consolle operatore,
  • sensori rilevamento fughe.

L'impianto è in funzione da parecchi mesi, ha superato i vari collaudi e sarà inaugurato nella seconda metà del 2008.


Ultimo aggiornamento :
Giovedì 06 Ottobre 2011 08:11