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Mercoledì 04 Ottobre 2017 12:48

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Percorsi Isera 1Percorsi Isera 1, evento promosso dal Comune di Isera, apre una nuova storia per il bel Palazzo de Probizer, per Isera e per l'arte nel Trentino.

Galleria di cinque artisti in esposizione nelle stanze settecentesche dal 7 al 28 ottobre 2017: Fabio Seppi, Alberto Larcher, Giuliano Orsingher, Paolo Tartarotti, Gloria Zeni.

Inaugurazione della mostra: sabato 7 ottobre alle ore 18.00.

A cura di Mario Cossali e Remo Forchini.

 

Inaugurazione sabato 7 ottobre ore 18.00Palazzo de Probizer, Isera

Mostra: 7 – 28 ottobre (orari in locandina)

Percorsi Isera 1

Mostra "Percorsi Isera 1"
 

Questa mostra ci viene incontro ammiccando perché le opere esposte segnano le stanze settecentesche di palazzo de Probizer di una serie montante di significati, che vanno accumulandosi nel nostro sguardo e nella nostra mente e ci attirano su percorsi diversi che si intrecciano e si accavallano, lasciandoci il sospetto di aver deviato, di essere fuori strada, salvo poi riprenderci quando ormai ci credevamo un po' smarriti. Lasciamoci allora sedurre dalle decorazioni infinite di Fabio Seppi, dai pensieri pensanti di Alberto Larcher, dalle pile di pietre, segno e rito, di Giuliano Orsingher, dalle visioni notturne di Paolo Tartarotti e dai tableaux della memoria di Gloria Zeni.

Cominciamo il viaggio: si accendono le luci di molteplici visioni dentro le quali finiamo per ritrovare dopo incerto vagare il nostro respiro vitale che cerca di uscire attraverso la forza di queste figure in un'aria respirabile, certo almeno più respirabile di quella che conosciamo nella vita che ci tocca e nel tempo che abitiamo. Ecco la decorazione che si rincorre nello spazio del cerchio e porta con sé i reperti dell'esperienza e della propria storia, ma non si può nel frattempo dimenticare che la decorazione/arabesco rappresenta l'indicibile e i colori antichi di Seppi sembrano confermarlo. Nei segnali alpini del territorio amorevolmente costruiti da Giuliano Orsingher si cela la trappola/salvezza del libro, della cultura: il sacro evocato nella natura non viene cancellato, ma viene assunto in una dimensione di illuminazione. Le pietre sono il tempo, misurano la nostra precarietà e il nostro desiderio di eternità, in armonia con l'universo. Alberto Larcher non si perde tra i poeti che ama e tra i grandi del jazz che lo ispirano, le loro voci e i loro suoni lo conducono attraverso i riflessi dei mosaici a considerare il pieno e il vuoto del mondo, non per fuggire sull'isola che non c'è, ma per piantare nuove tende, ed accendere nuovi fuochi del cuore e del pensiero. “Zauber” è stato tradotto con “incantato”, ma è più corretto “magico” ed è appunto in un'atmosfera magica che si e ci immerge Paolo Tartarotti, facendo viaggiare il sogno e il ricordo grazie ad un colore forte e carico. I luoghi diventano qui, come spesso succede, occasioni di riconciliazione con sé e con il mondo, si trasformano in visioni. Ho detto di tableaux della memoria a proposito delle opere di Gloria Zeni mi sento di andare avanti parlando addirittura di tableaux vivants, anche non sono fatti di viventi, ma di oggetti in sé insignificanti, che diventano carne e sangue nella simbologia figurativa della memoria. Costruiscono un racconto, una storia. Ma capiamoci qui ancora una volta l'arte fa il suo dovere, vive della sua rappresentazione, ogni metafora è bandita. Ce lo spiegava molti anni fa Angelo Maria Ripellino per la poesia, ma è lo stesso: “Ogni metafora, appena scritta, si dissolve/come una bolla di sapone. Ma che importa?/Mentre parlo di cielo, la mia stessa pagina/ diventa una cala di nuvole con mongolfiere./Basta la fiamma giallognola di una candela,/perché nella stanza fiorisca un immenso ghiacciaio,/e una risata, perché dalla porta che dà sulle dune/entri uno squamoso pagliaccio in bombetta/con un fascio di erica.”

Mario Cossali

Percorsi Isera 1 uno apre una nuova storia per il bel palazzo de Probizer, per Isera e per l'arte nel Trentino. Cinque artisti di provata esperienza si confrontano in questi spazi, scommettono sulla pluralità dei loro linguaggi costruendo un labirinto di apparizioni che si snoda attraverso il vissuto creativo di ognuno. In esso memoria, natura, visione, interrogazione. Non c'è inizio e non c'è fine, le figure scorrono come parte di tante storie e forse ne stanno avviando un'altra, nuova, che appare in una serie di strappi e di tensioni.

Remo Forchini
 

Allegati

Locandina – Mostra "Percorsi Isera 1" PDF

Ultimo aggiornamento :
Mercoledì 04 Ottobre 2017 17:50