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Statuto Comunale Versione:2016
Autore  Data 2016-06-07 Dimensioni 563.97 KB Download 917

 

Modificato con deliberazione consiliare n.8 di data 02.05.2016

Il territorio comunale di Isera si estende per 14,14 kmq sui versanti orientali del Monte Stivo e del Monte Biaena, settore sud della catena del Monte Bondone.
Altimetricamente va dai 169 m della sponda destra dell'Adige, ai piedi del dosso di Castel Pradaglia, ai 1309 m della località Somator. Ne consegue un paesaggio moderatamente diversificato sia per quanto riguarda il rapporto clima-vegetazione che per quello morfologia-attività umane. La fascia dei villaggi e dei loro spazi agricoli si innalza fino al limite della vegetazione della vite. La modalità degli insediamenti segue fattori fisici, economici, storici tipici del tratto medio lagarino in destra Adige. Il quadro geologico è dominato dalle formazioni calcaree del Giura, del Cretaceo, da calcareniti cenozoiche, da lave basaltiche mesozoiche, dalle alluvioni fondovallive recenti, da larghi terrazzi di morene pleistoceniche. Per quanto riguarda il sistema idrografico esso è prettamente torrentizio con sbocchi in destra Adige, fiume che lambisce per circa 4 Km il territorio comunale. Nonostante la modestia idrografica, i corsi d'acqua hanno inciso profondamente il paesaggio.
Rilevante risulta la presenza umana fin dalla preistoria nel territorio di Isera. In quota ci sono probabili tracce di passaggi di cacciatori del Paleolitico sulla linea di collegamento Baldo-Bondone. Ritrovamenti significativi di epoca preistorica risalgono al Neolitico (Corsi, Toresela); si tratta di insediamenti arroccati, con tracce di villaggi e terrazzamenti agricoli. Stazioni tardo neolitiche sono state rinvenute anche nella zona di Castel Corno che, come a Castel Pradaglia, si evolsero nell'età dei metalli (bronzo).
Altro momento essenziale è quello della romanizzazione con rinvenimenti archeologici, epigrafici e tracce probabili nella toponomastica. Significativo testimone di quel periodo è la "Villa Romana" sul dosso di Isera che risale, secondo i più recenti studi, al I sec.d.C.. Di essa sono venuti alla luce la struttura architettonica, affreschi, anfore, lucerne, fibule ed altri oggetti d'uso domestico e relativi all'attività produttiva. Nello stesso sito si sono trovate tracce di un insediamento successivo di epoca longobarda. I primi cenni nelle fonti scritte riferiti al territorio di Isera sono del IX secolo, menzionano Lenzima. È nella pienezza del Medio Evo che si viene precisando la funzione di Isera e del suo territorio nel contesto valligiano. Nel XII secolo entrano documentatamente nella storia i castelli di Pradaglia (1144), di Corno (1178) e la chiesa di San Vincenzo (1183).
Nell'intreccio castelli-luoghi di riunione per il culto cristiano, si scorgono un nesso comunitario e un nesso signorile. È in questo periodo che sorge il Comun Comunale, una comunità di Pieve, che unisce i territori da Aldeno fino ad Isera, che, con alterne vicende, sopravvisse fino all'inizio dell'Ottocento, quando il governo austriaco lo sciolse e ripartì le proprietà tra i vari Comuni. La vita di ogni Comunità era governata da Carte di Regola. Il luogo della Torre di S.Vincenzo, sorta sull'area di una vecchia fortificazione, forse romana, era una Regola, una comunità rurale. Si tratterebbe di uno spazio comunitario fortificato entro il quale c'erano la chiesa e un castello di rifugio per le genti della zona. Le fonti parlano di "luogo Tauri de Sancto Vincencio de valle Lagarina", fonti da cui traspare che i signori di Castel Corno avevano accumulato i diritti di regolaneria e giurisdizione sul territorio di Isera (1251). Si pensa che a Castel Pradaglia, evoluzione di un castelliere, gli appartenenti alla comunità di Isera, avessero diritto di rifugio, di deposito delle derrate agricole, sotto il presidio di una guarnigione militare. Il santo cui è dedicata la chiesa è il Santo Vincenzo, diacono e martire di Saragozza. La chiesa era una delle autorevoli cappelle della Pieve di Santa Maria di Lagaro. Gli stessi "domini de Pradalla" (la cui ultima rappresentante, sposata al castellano di Pergine, nel 1183 vendette al Vescovo di Trento il castello ed altri beni) pare
fossero "vicini" della Comunità. Castel Pradaglia era luogo aggregante, come è chiarito nel 1216: gli abitanti di Isera, Brancolino, Marano, Folas, Reviano, sia liberi che servi, erano da vecchia data, obbligati a munire di mura il castello, a farvi la guardia, perchè vi possedevano casamenti e diritto di rifugio. Il castello era uno dei cardini del governo del Principe-Vescovo di Trento che lo amministrava con un villicus o gastaldo. La grande rilevanza politica, militare e fiscale di Castel Pradaglia assunta nel XIII secolo, allorchè l'economia di scambio rinacque e la valle dell'Adige ridivenne il privilegiato canale dei traffici, fluviali e stradali, tra l'Europa continentale e il Mediterraneo, spiega i frequenti scontri per il suo controllo. Meno evidente, ma altrettanto significativa, fu la funzione di Castel Corno, nella porzione montana della zona, alla convergenza di un sistema viario ormai dimenticato. Nel XIV secolo, per quanto riguarda l'organizzazione comunitaria, il territorio di Isera appare suddiviso in due settori, almeno fino alla prima metà del secolo: 1) "Castellania di Castel Corno" con Lenzima e Patone; 2) "Castellancia di Castel Pradaglia" con Brancolino, Marano, Reviano, Folas, Isera.
Sarebbero stati i Castelbarco, infeudati dal Principe-Vescovo di Trento, a riunire poi le due giurisdizioni con sede politica a Castel Corno. Nel 1339 il Vicario generale principesco in Val Lagarina, Giustinianus de Gardulis, convocò l'assemblea dei Sindaci e dei Gastaldioni lagarini "in villa Yserie": Ecco quindi che Isera appare sede giurisdizionale non solo del suo distretto, bensì di gran parte della Val Lagarina. Sempre al 1339 risalgono i primi dati demografici: furono censiti 128 fuochi (famiglie). La circoscrizione feudale giurisdizionale rimase sufficientemente definita anche durante l'occupazione veneziana del XV secolo - primo decennio del XVI secolo, grazie alla politica dei Castelbarco. Fu in questo periodo che presero piede e si svilupparono l'allevamento del baco da seta ed alcune attività indotte (filatoio, tintoria, ...), che continuarono fino alla prima metà del XX secolo. Nel 1456 Castel Corno fu espugnato dai Lodron a causa del rifiuto dei Castelbarco di riconoscere il Principe-Vescovo. Nel 1487 sulla piana ad ovest di Castel Pradaglia si svolse la "singolar tenzone" tra il figlio del generale veneziano Roberto Sanseverino, noto per la battaglia di Calliano, ed il tirolese Conte Giovanni di Sonnenburg che ne uscì vittorioso. Con l'estinzione dei Castelbarco-Castelcorno, la giurisdizione feudale fu assunta dai Liechtenstein (1499). I Liechtenstein amministrarono la giurisdizione di Isera per due secoli e mezzo (fino al 1759) con onestà e disponibilità, cercando soprattutto un'attiva collaborazione con la popolazione che non fu sovraccaricata di tasse e tributi.
Durante la giurisdizione dei Liechtenstein vanno ricordati tre momenti significativi: la partecipazione di Isera alla rivolta dei contadini (1525), la concessione del benestare alla "carta di Regola" di Isera e delle frazioni. La distruzione del paese ad opera del generale francese duca di Vendome (1703) nel quadro di una guerra austrofrancese. A partire dal XVII secolo fino a tutto il XVIII secolo si va delineando il tessuto urbano di Isera, ancora leggibile attraverso gli edifici del Centro Storico. A questo periodo risalgono l'odierno Palazzo municipale (ex palazzo Liechtenstein), casa Vannetti, casa Frisinghelli (ora de Probizer), la chiesa di S.Vincenzo nella sua attuale veste. A parte il periodo dell'invasione napoleonica, il territorio di Isera rimase parte dell'impero Austroungarico fino alla Prima Guerra Mondiale. Al termine delle ostilità (nel 1918) divenne parte dello Stato Italiano. Nel 1871 fu costruito il ponte sull'Adige. La presenza della Manifattura Tabacchi a Borgo Sacco fu un elemento che contribuì tra l'Ottocento e il Novecento a mutare la vita della comunità, occupando numerosa manodopera soprattutto femminile.
All'inizio del XX secolo Isera fu al centro di intense iniziative: nacquero la Cooperativa, la Cassa Rurale, la Cantina Sociale (tutte nel 1907) e un primo nucleo della Lega dei Contadini (1910) che si diffuse poi nel Trentino. Nel 1915, con l'entrata in guerra dell'Italia, la popolazione (esclusa la frazione di Patone) fu evacuata in Boemia e Moravia. Al ritorno le case vennero ricostruite e nel 1929 fu istituito un unico Comune che comprendeva Lenzima, Patone, Folas, Reviano, Isera e Marano. L'industrializzazione di Rovereto ha offerto occupazione alla popolazione di Isera che, parallelamente, ha continuato a coltivare la terra, potenziando la coltura della vite, elemento centrale da sempre dell'agricoltura della zona; nel 1953 nacque il Consorzio del Marzemino. A partire dagli anni Cinquanta è iniziato un significativo sviluppo urbanistico di cui è testimonianza, fra le altre, l'attuale zona di Cornalè.

 

Ultimo aggiornamento :
Martedì 07 Giugno 2016 16:44